Giovanni Bruno

 

E’ nato a Busalla (Ge) il 4 giugno 1961.

Diplomatosi al Liceo Artistico di Genova nel 1980, termina gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano in Scenografia nel 1984. Dal 1987 si dedica completamente all’arte e inizia un’attività frenetica e continua di ricerca, amalgamando sapientemente esperienze e conoscenze acquisite negli anni come scenografo, dove si confronta con lo spazio scenico e la tecnologia dei materiali. Non cede alle lusinghe delle mode imposte dal mercato dell’arte, rimane fedele al suo mondo mistico e puro nel fare la sua arte. Attraverso la scoperta dell’ “usura” nella materia, che diventa “pittura” e il segno  che in molte opere di Giovanni, è “scrittura” questa a sua volta sfumata diventa “euritmia”.I suoi lavori sono consequenziali  e raccontano la sua “vita solitaria” come nelle opere precedenti.

I Titoli.

Tutti i lavori di Giovanni Bruno hanno un titolo. E’ didascalico e indica un gruppo di lavori. Le singole opere si distinguono con un completamento al titolo, egli aggiunge una citazione letteraria. Commentare il perché della scelta dei titoli in rapporto ai lavori, sarebbe cosa lunghissima.  Si può dire che per Giovanni Bruno dare un titolo a un’opera è come… per il primo uomo dare un nome alle cose che lo circondavano, è un’altra invenzione aggiunta all’opera senza una stretta connessione ma con la volontà di allargare il suo senso dal visivo all’immaginario Insegna Scenografia Teatro al biennio specialistico di Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera. Vive e lavora a Milano.

                                                                                GB273590 copia                                                                                                         “USURE OSSESSIVE” 1995 carte a vetro su tavola cm. 110 x 110

“LA RICERCA OSSESSIVA DEL TEMPO”  

Giovanni Bruno dedica la sua ricerca artistica al tempo esplorandone le tracce , durante la sua fase transitoria attraverso la mano dell’uomo. Come ad esempio le carte a vetro che vengono usate da artigiani, carrozzieri o falegnami, per lisciare, smussare o levigare, svariate superficie. Attraverso il lavoro dell’uomo le carte si usurano e spesso , assumono il colore dalla superficie sulla quale sono state usate , trasformandosi, spaccandosi , logorandosi , cambiano forma e colore .   Le Usure appunto. 

Giovanni Bruno passando dai vari artigiani o carrozzieri , li raccoglie e, mantenendo intatta la larghezza originale, le strappa a mano in tasselli uguali incollandoli su una tavola di legno. L’Usura, attraverso l’ossessiva consunzione della materia nell’operatività del lavoro e la fatica dell’uomo, diventa pittura. La materia è trasformata in forma e colore racchiusa in teche eretta a rango di opera d’arte completa nella forma e nel concetto .